Tra Obama e Putin
30 / 3 / 2009 |
Ospiti del Caffè: Alexey Meshkov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia e Luca Caracciolo, direttore Limes
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Il “mostrare i muscoli” di Bush ha avuto qualche ragione. Sono obamiano, ma constato che la sua linea in Irak e Afganistan è un complemento, e niente affatto una smentita della politica di Bush. Anzi c’è anche una maggiore presenza militare. Il cambiament sta avvenendo nello scacchiere iraniano, grazie a una buona azione diplomatica svolta con la Russia. Spero che questa mossa funzioni, ma temo che un riavvicinamento relativo tra Mosca e Washington possa produrre un ridimensionamento del ruolo geopolitico europeo.
“Il mostrare i muscoli” di George Bush in politica estera ci è costato lacrime e sangue.
E’ un compito immane ciò che attende Obama.
Nella puntata odierna, mi ha colpito il gesto dell’ambasciatore russo in Italia: ha presentato una serie di “conti in sospeso”. Un plico di richieste. Come a dire aspettiamo i prossimi passi e non diamo delega in bianco, almeno questa è stata la mia impressione.
Il prossimo G20 sarà decivo anche per mostrare un nuovo volto degli States, non quella della grande potenza militare, bensì una risposta comune internazionale ai problemi dell’ambiente, dei mutamenti climatici e risorse economiche corrispondenti. L’Europa saprà fara la sua parte senza che ognuno si chiuda in vincoli protezionistici?
Interessante la proposta di Katia di far dipendere la liquidazione ad obiettivi raggiunti da parte dei manager italiani. Al momento, ciò che è dato sapere sono soltanto le divergenze del ministro Tremonti rispetto al Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Quest’ultimo ha affermato che sono in arrivo le nuove regole sugli stipendi dei manager delle banche.
La contromossa del Ministro Tremonti è stata di cambiare le regole (come accade sempre più spesso da parte del governo). La novità è che i Prefetti devono controllare l’attività delle banche nella concessione del credito. Quali competenze hanno i Prefetti in materia di credito? Cosa c’entra il Ministero dell’Interno?
Grande Obama che finalmente ha il coraggio di allontanare “manager” che di questa figura hanno solo lo stipendio e non le capacità.
Ne ho visti passare di “manager” che nella nostra azienda venivano chiamati per risolvere problemi e che, a stipendi non da favola ma da Superenalotto, ci passavano due o tre anni, non risolvevano un bel niente, se ne andavano con liquidazioni altrettanto da Superenalotto, ricostruendosi anche le carriere per future pensioni megagalattiche e che venivano sostituiti da altri manager per risolvere sempre gli stessi problemi.
Io una proposta l’avrei, perchè è giusto ricompensare adeguatamente chi ha la capacità di gestire al meglio una impresa. Ad ogni manager vengono dati degli obbiettivi che consentano alla azienda di progredire ed avere degli utili;
bene, si stabilisca uno stipendio medio di un funzionario, poi, a raggiungimento degli obbiettivi assegnati , gli si dà un bell’assegnone percentualmente adeguato ai risultati ottenuti.
Niente risultati, niente riconoscimenti.
Risultati pessimi? A casa senza la liquidazione, da tenere come risarcimento per il danno prodotto in azienda.
A domani per seguire l’argomento OBAMA/PUTIN