Piano Fiat: sì o no
29 / 7 / 2010 |
Sul tavolo delle trattative per il piano FIAT: il futuro del progetto Fabbrica Italia, le prospettive di Mirafiori e Pomigliano, il nuovo contratto dei metalmeccanici. Da parte di Marchionne un ultimatum “O si o no”. “Non servono fiumi di parole, dice Marchionne, c’è solo una cosa su cui è necessario pronunciarsi ed è decidere se vogliamo aggiornare il nostro modo di produrre oppure rimanere tagliati fuori dalle regole della competizione internazionale”. E poi continua nel suo intervento “La verità è che la Fiat è l’unica azienda disposta a mettere 20 miliardi di euro in Italia. Una cifra che equivale quasi alla Finanziaria di cui si sta discutendo in questi giorni.”
Alle 7.45: Al Caffè ne discutiamo con Mauro Ferrari vice presidente ANFIA
Alle 7.00 rassegna stampa
Commenti
6 Commenti
Ripeto: ma non vi rendete conto che da quando hanno abolito “la contingenza” è stato un declino continuo per i lavoratori.
L’adeguamento degli stipendi al costo della vita era importante per evitare che l’aumento dei prezzi avesse un impatto travolgente sul potere d’acquisto degli stipendi e il risultato è stato quello dell’impoverimento crescente della classe operaia e la crisi dell’economia nazionale perchè sono le “formiche” che tutti i giorni fanno la spesa e non le ricche “cicale” che,si hanno i soldi da spendere,ma non nell’economia nazionale.
E’stato un avvitamento a spirale che ci ha creato i nostri problemi.
La contingenza è stata il primo tentativo per sondare di che pasta erano fatti gli italiani,e l’hanno visto….da li in poi “mazzate”,tanto gli italiani hanno il calcio,il grande fratello e soprattutto la pubblicità che senza quella,le ricche cicale non avrebbero la possibilità di DISINVESTIRE in italia.
Forza italiani,che tra poco ci obbligheranno al “Ius primae noctis”, ma anche allo sposo!
La FIAT è anche l’unica azienda che ha usufruito a più riprese di aiuti di stato senza precedenti… E credo inoltre che Marchionne debba più rispetto alle sue maestranze: certo, la politica ricattatoria del “prendere o lasciare”, in questi tempi di crisi, paga: Pomigliano farà sicuramente scuola, e quasi certamente si arriverà anche alla sospensione del contratto nazionale dei metalmeccanici… ma non mi sembra che questi siano risultati di cui poter andare fieri: per anni la classe lavoratrice è stata ammonita a tenere basso il livello dello scontro sociale, in nome degli interessi superiori del Paese, e la cosidetta “concertazione” ha costituito il metodo principe di contrattazione e di mediazione sociale…Rinunce e sacrifici sono stati sopportati in nome del preteso “bene comune” (a che cosa hanno rinunciato i cosidetti “capitani d’industria”?). Bene. Per ottenere che cosa? Un ricatto tanto odioso quanto elementare: o sì o no, o fai come dico io o ti licenzio… Bell’esempio di cultura manageriale! Roba da far impallidire Don Rodrigo e i suoi bravi! Spero solo che certi sindacati non ricalchino le orme di don Abbondio…
penso che dentro il piano fiat in Italia ci sia un ridimensionamento dell’azienda in italia a fronte dell’acquisizione della Chrisailer e di strategie industriali che al momento non conosciamo. La cosa peggiore però di tutta questa storia è il trattamento riservato ai lavoratori da parte della Fiat, stiamo tornando indietro di oltre 50 anni fa, l’AD con il golfino, tanto decantato da tutti si sta rivelando un vero padrone delle ferriere. Il contratto nazionale e lo statuto dei lavoratori rappresentano dei cardini principali del riconoscimento delle fatiche dei lavoratori, della loro dignità, della loro appartenenza ad un Paese che percepisce il lavoro delle persone come libertà e emancipazione, diversamente, se non si ha un salario dignitoso, se dentro le fabbriche un lavoratore non può esprimere le proprie idee, allora non è schiavitù. Quello che ci stanno propinando come nuove modernità, e quando si parla di statuto dei lavori e scompare la parola lavoratore- lavoratrice, la concezione è quella di braccia da lavoro non persone ecco come la penso io operaia alla catena di montaggio da 30 anni, licenziata dall’azienda, ma salvata dall!art.18,. Vorrei poter chiedere a tutti quei professoroni che parlano di lavoro se sanno cosa vuol dire lavorare a un pezzo ogni 8 secondi ciao Antonella
La fiat è diventata una multinazionale è giusto quindi, che l’azienda non sia condizionata da fattori esterni ma importanti come il modo di vivere degli stessi operai e del lavoro ha portato fino adesso anche all’indotto italiano.
La fiat farà come i tanto criticati cinesi che con due euro al giorno si mantengono la manodopera magari abitando nei capannoni.
E’ chiaro che le condizioni di noi italiani sono nettamente migliori dei serbi o polacchi o turchi o brasiliani ma è anche vero che se noi dobbiamo rinunciare a qualcosa la prima idea è quella di non sostituire l’auto vecchia e poi ridurremo nuovamente i consumi,se mai sono aumentati.
Se poi ci venisse l’idea di acquistare auto prodotte all’estero forse la fiat avrebbe un danno.
Seguiamo il “consiglio” dei nostri governanti che utilizzano audi, mercedes, jaguar.
Se poi in italia ci saranno delle “eccedenze” di lavoratori c’è sempre la cassa integrazione che metterà un tappo alla voragine causata da manager arrivisti.
La strada è stata aperta dal nuovo contratto stipulato da poco,i 25000 operai fiat forse avranno da pensare ma i lavoratori tutti dovranno pensarci,il precedente è inquietante.
Informatevi sulla correttezza con cui sono trattati i dipendenti ex elettrolux di Scandicci…i pannelli solari sembravano la soluzione giusta,corsi di riconversione per gli operai, un imprenditore giusto munito di tanta buonavolontà e ancora…..tanta cassaintegrazione che supplisce ancora una volta alle promesse fatte.Auguri Italia!
Io ho una domanda;torniamo al feudalesimo?
Il “piano Fiat”?
Ribadisco:
E’ il segno della fine della dignità sul lavoro! E’ un segno della resa della dignità umana sull’altare della globalizzazione.
Ed il facile tiro al piccione viene pure e, forse, con maggior forza, da “sinistra” (vedi d’alema che arriva ad offendere gli operai, come se la colpa fosse loro).
D’altronde, non fu proprio la “sinistra” ad iniziare la grande svendita dei gioielli nazionali con le “privatizzazioni”?
Non è a “sinistra” che si trovano i maggiori sostenitori dell’Europa dei banchieri?
Non è da “sinistra” che giungono le maggiori spinte per l’eliminazione degli “inutili” e la castrazione dei poveri?