Al Caffè Rosa Villecco Calipari. Questa sera Nicola Zingaretti e Alessandro Gilioli
25 / 10 / 2010 |
STASERA A IL PUNTO ALLE 20
Questa sera alle 20.00 ospiti di Corradino Mineo al Tg serale, saranno il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e lo scrittore e giornalista de L’Espresso Alessandro Gilioli, autore, insieme ad Arturo Di Corinto, del saggio “I nemici della Rete”. Gli ospiti commenteranno le notizie del giorno e poi parleranno dell’utilizzo di internet da parte della politica e la situazione italiana rispetto all’accesso della rete.
Il libro si apre proprio con delle statistiche disastrose dell’Italia sul consumo e sull’accessibilità ad internet:
nel 2010 il 50% degli italiani non ha mai messo le mani su un computer; il 47,3 ha un accesso ad internet (solo il 39% dispone di una connessione a banda larga);
tra il 2000 e 2009 penetrazione rete cresciuta del 127,5% (21° in Europa dopo Polonia, Repubblica Ceca, Cipro e Ungheria);
grazie a Wikileaks è venuto fuori un documento di Francesco Caio, superconsulente italiano sulle questioni di Internet: denuncia il pessimo stato della rete in Italia colpita da un processo simile all’osteoporosi, e si sottolinea il bluff della pubblicità ingannevole di chi promette “adsl velocissime”: un ottavo della popolazione non può arrivare neanche al minimo indispensabile di connessione (2 megabit al secondo);
nel 2009, tra i Paesi avanzati, il nostro è quello in cui è aumentato di più il gap tra Pil e investimenti in Information tecnology.
Il libro si occupa anche dell’approccio ad internet dei due schieramenti. dal Centrodestra emerge una visione distaccata al fenomeno internet. Sono pochi i siti costantemente aggiornati di rappresentanti del centrodestra. Per la maggior parte i siti che sostengono il premier nascono da iniziative private. In quelli ufficiali invece manca totalmente il confronto con gli internauti (i messaggi sono passati al vaglio, eccezion fatta per lo spazio “sinistra tolleranza”, una bacheca di messaggio di odio nei confronti del premier inviati dagli elettori di sinistra, per mettere in evidenza l’accanimento nei confronti di Berlusconi). In sintesi emerge una ritrosia di Berlusconi (e quindi del Governo) a sostenere il mezzo di internet (la pubblicità su internet, secondo gli autori, aumenta ed è vista come minaccia alle radici del business berlusconiano: la pubblicità in tv, quindi su Mediaset).
Fa eccezione Farefuturo (tra le altre cose ha appoggiato proposta Wired di assegnare premio nobel per la pace ad internet).
Per quanto riguarda il centrosinistra la situazione non è tanto differente. Viene criticato D’Alema (che scrive gli interventi ancora a penna), Bersani (che dice: va bene internet e tutto l’Ambaradan ma gli elettori vanno guardati negli occhi). Inoltre secondo gli autori da quando Bersani è segretario è diminuito l’interesse del Pd alla rete. Ci sono anche in questo caso eccezioni: Vendola, Civati, Di Pietro, il popolo Viola, Beppe Grillo. Insomma il centrosinistra tenta in alcuni casi di emulare la mastodontica campagna elettorale di Obama su internet, senza però riuscirci.
Una parte del libro affronta la normativa in vigore e le ipotesi di modifica: l’equiparazione tra blogger e grandi testate proposta nel 2008 dal Ministro Alfano; la norma voluta da Ricardo Franco Levi (Pd) nel 2005 che prevedeva la registrazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete; il progetto Carlucci contro l’anonimato su internet; il testo Barbareschi che attribuiva al Governo la possibilità di proibire l’immissione in rete di contenuti ritenuto contrario all’ordine pubblico o al buon costume, esautorando di fatto la Magistratura; il ddl Pecorella che prevedeva che l’intera disciplina sulla stampa deovesse trovare applicazione anche in tutti i siti internet aventi natura editoriale; l’emendamento D’Alia secondo cui il governo poteva richiedere la chiusura di un sito in caso di apologia di reato (chiudere per esempio Facebook); il decreto Romani volto a parificare la pubblicazione di video su internet a tv vere e proprie, prevedendo quindi la necessità di certificati e autorizzazioni; decreto Pisanu (2005) ossia l’identificazione dell’utente tramite documento (unico caso nel mondo).
IL CAFFE’ DEL LUNEDI’
L’edicola di questa mattina ha avuto invece, come ospite del direttore, Rosa Villecco Calipari. La lettura delle notizie si è alternata così ai suoi commenti anche se la parlamentare Pd è intervenuta, nello specifico, sulle nuove rivelazioni di Wikileaks in merito alla morte di Nicola Calipari. La Calipari si è fatta anche portavoce di un appello a favore dei diritti umani in Cina e del Premio Nobel per la Pace 2010 Liu Xiaobo.
Commenti
10 Commenti
Per coloro i quali fossero interessati, su segnalazione di un nostro lettore/autore, vi indichiamo una serie di indirizzi tramite i quali è possibile accedere al sito di Wikileaks:
List of Wikileaks alternative sites.
http://www.mentecritica.net/indirizzi-alternativi-per-wikileaks-wikileaks-alternative-address-wikileaks-mirrors/informazione/redazione/18940/
[...] Intervista a RaiNews24 [...]
Liu’Belloni ha perfettamnte ragione ma fino a che tutti gli organi di informazione(tv e carta stampata) saranno asserviti al potere, perché denunciare apertamnte questi abusi significherebbe per loro perdere tutte le agevolazioni di cui godono e acquisite con il loro silenzio,tutto cio’ non cambierà.
Per questo il cosidetto Ordine dei giornalisti(casta 2)se ne guarda bene dal farlo anche se dovrebbe essere ,se non altro per onestà professionale,una sua battaglia per il rispetto di diritti garantiti dalla Costituzione:tutti i cittadini sono uguali e hanno gli stessi diritti e doveri……sulla carta.
*****
Rappresentano solo SE STESSI!!!!
…perchè è tutto vero!!!!
Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire ! :
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498!!!
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :
Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti acquisiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
Non ne hanno dato notizia né radio, né giornali, né Tv OVVIAMENTE. !!!
Rappresentano Solo Se STESSI!!!
CHE AMAREZZA!!!!!! …………..
caro direttore, vuole fare “informazione diversa” ai cittadini?
si faccia spiegare dai “498 no” perchè io devo lavorare 40 anni per una misera pensione; perchè a causa della crisi il mio contratto rimarrà bloccato per i prossimi 4 anni;
Se crede lo chieda pure al mio amico Bersani, magari è uno dei “498 no”. Lo chieda a certi senatori leghisti (…quelli di Roma ladrona….).
Si batta attraverso il suo telegionale con ostinazione su questi argomenti. Con lo stesso impegno con cui avete difeso la libertà di informazione. Perchè è questa la libertà di informazione.
Caro Corradino non è giusto ogni programma in Italia è filo-governativo,anche il “Caffè” si allinea su questo andazzo,la par-condicio è un’utopia sempre uomini di sinistra(ma esiste ancora?).Ha ragione allora il Caimano perennemente all’opposizione che si lamenta di ciò.
PAURA della RETE: Come mai la RAI non trasmette via internet i suoi canali/programmi ?
La televisione è un mezzo non solo di Informazione e di Comunicazione e Culturale ma anche di mMrketing per far conoscere e promuovere l’ Italia all’ estero.
Per non parlare degli ITALIANI ALL’ ESTERO (quale sono io)…..
VERGOGNA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Egregio direttore da questa mattina, dopo aver visto la sua rubrica il caffè , si alternano nella mia mente pensieri di gioia e rabbia. La gioia mi è stata data dalla Signora Villeco Calipari che con grande competenza e serietà ha dibattuto, oltre che di economia e politica, anche di dolorosi fatti familiari senza mai cadere nella banalità o vittimismo. Il portare un cognome importante molte, troppe, volte per alcuni non è un fatto di orgoglio ma di prevaricazione. Non è il caso della Signora Villeco Calipari, come non è il caso del Calabresi direttore della Stampa o quello di Chiara Moroni, giovane e meritevole Onorevole, e tanto meno quello di Ambrosoli figlio, ma come non soffocare la rabbia quando un Bossi jr o un La Russa jr si affacciano alla politica o si siedono in consigli di amministrazione. Vale anche per mogli e mariti fidanzate e fidanzati nuore generi e cognati di una classe politica che non rappresenta più nessuno. Grazie direttore di avermi ricordato che questa povera nazione ospita anche gente meritevole di stima e rispetto
Sia Bersani che Berlusconi sanno di “vecchio”,”stantio”. penso che nessuno dei due sappia usare il pc se non altro come macchina da scrivere, a prescindere dal fatto che a Berlusconi conviene la situazione.Agli anziani dovrebbe essere prescritta come terapia l’uso di internet, in fin dei conti, bastano un paio di buoni occhiali, una sedia comoda e qualche istruzione sull’uso.Ma è molto più comodo tenerli incollati alla tv e alle sue insulse trasmissioni quotidiane:rimbabiscono prima e non creano proplemi di confronto.
Totalmente d’accordo con la signora Calipari!
@gennaro
Per me questa posizione della Chiesa non è affatto inaspettata! Mi pare,invece, che sia una posizione tenuta da sempre e ribadida con più visibilità, com’era naturale, dal sinodo del medio oriente.
Questo costerà sicuramente un incremento dell’attacco della propaganda sionista contro la Chiesa cattolica ed il Papa. E tutte le sardine anticristiane si accoderanno allegramente, com’è loro abitudine.
“NON SI PUO’ USARE LA BIBBIA PER RIVENDICARE LA TERRA PROMESSA”
anche se non condivido il 99,99% di quello che dice solitamente la chiesa in chiave politica, stavolta una cosa ragionevole (ed inaspettata) l’ha detta…
…quali che siano le sue ragioni di realpolitik, l’affermazione del Sinodo dei Vescovi: “non si può usare la Bibbia per giustificare l’occupazione israeliana dei territori palestinesi”, è innanzitutto un dato di buon senso.
scontata anche la replica del governo israeliano che chiama razzista chiunque sia contrario alle scelte di chi governa di volta in volta Israele.
singolari accuse per una cultura e un popolo che è stato oggetto della shoah per ragioni etnico-religiose, che oggi butta giù le case dei palestinesi e vi costruisce al loro posto case per ebrei. come fa chi ha subito il razzismo a trasformarsi a sua volta in razzista? agli occhi del mondo è proprio quel che appaiono oggi gli israeliani: razzisti con i palestinesi! e con il loro “occhio per occhio” (le ritorsioni p. es. del mossad) rischiano di “accecare” l’universomondo!
la comunanza del popolo ebraica si basa sul principio religioso dell’ebraismo, ma anche di sangue, in modo da generare paradossi (ho visto ebrei falasha neri ed ebrei slavi biondi), per via del concetto polimorfo di ebreo che implica sia una improbabile comunanza di sangue, che soprattutto più verosimilmente, l’adesione ad una visione storico-religiosa.
il popolo ebraico oggi, sembra agli occhi del mondo, razzista verso gli arabi palestinesi e con le sue opzioni mostra di voler mantenere per sempre il popolo palestinese in uno stato di minorità. i politicanti israeliani evidenziano di non ricercare una schietta Pace, e cioè permettendo di far sorgere sul confine di Israele uno stato democratico palestinese, come stabilito dalla Società delle Nazioni.
le accuse di razzismo e di antisemitismo dei politicanti israeliani sono solitamente sempre a 360 gradi. cioè dicono sempre “o con me o contro di me” al resto del mondo. un modo di rapportarsi con gli altri che non tiene minimamente conto del fatto che alla lunga stanca e non funziona più. non funziona più affermare: “non sei d’accordo con me? sei antisemita!”.