L’edicola di Corradino Mineo
31 / 5 / 2012 |
La difficile situazione dei terremotati nella rassegna stampa dei giornali di oggi
http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/05/rassegna-31052012.mp4
Commenti
1 Commento
31 / 5 / 2012 |
La difficile situazione dei terremotati nella rassegna stampa dei giornali di oggi
http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/05/rassegna-31052012.mp4
1 Commento
Caro direttore,
domenica 27 maggio il giudice e scrittore Giancarlo De Cataldo ha scritto su La Repubblica un breve commento ad un articolo di Massimo Novelli che parlava dell’utilizzo dei tatuaggi da parte di Cesare Lombroso (il fondatore dell’Antropologia criminale) per l’individuazione dei criminali. De Cataldo ha esordito sostenendo che Lombroso era convinto che per individuare un criminale bastava guardare ai suoi tatuaggi ma questo non è vero perché i segni che studiava Lombroso, per arrivare all’individuazione di un criminale, erano di vario tipo (corporei e non corporei). Egli poi ha ipotizzato di incontrare in un ristorante alla moda un gruppo di persone particolari che si fanno notare per le seguenti caratteristiche: a) all’ingresso limousine e berline coi vetri oscurati che attendono in divieto di sosta presidiate da autisti-guardie del corpo; b) uomini vestiti all’ultima moda che prendono posto al tavolo migliore, immancabilmente riservato, con al fianco “sventole” da urlo; c) orologi di marca, pendagli di diamanti e bracciali d’oro; d) qualcosa di stonato nell’atteggiamento: una certa arroganza, qualche scoppio di risate sopra le righe; e) persone servite e riverite dai camerieri in un profluvio di premure ossequiose. De Cataldo si è chiesto, a questo punto, chi fossero questi tipi dai volti anonimi, uguali a tanti altri, e senza neanche tatuaggi, che si comportano come se fossero i padroni della città (e a volte lo sono davvero). La sua risposta è che questi sono i nuovi criminali.
La descrizione del nuovo tipo di criminalità da parte di Giancarlo De Cataldo è convincente ed accurata salvo che per un particolare, quando sostiene che queste persone hanno volti anonimi, uguali a quelli di tanti altri. L’esperienza quotidiana di ognuno di noi ci dice qualcosa di diverso. Pur essendo vero che i criminali tendono sempre più a confondersi con le persone normali spesso i loro volti, e non solo i loro tatuaggi, i loro atteggiamenti o il loro abbigliamento, denotano qualche segno particolare che fa insospettire: una cicatrice, la mascella volitiva, lo sguardo inquietante, un sorriso che assomiglia ad un ghigno, ecc. ecc.
Cordiali saluti
Franco Pelella - Pagani (SA)