L’edicola di Corradino Mineo
28 / 6 / 2012 |
Il Consiglio Europeo che si apre oggi a Bruxelles al centro della rassegna stampa dei giornali di oggi
http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/06/rassegna-2806.mp4
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Il Consiglio Europeo che si apre oggi a Bruxelles al centro della rassegna stampa dei giornali di oggi
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Caro Corradino Mineo,
l’ex Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan ha dichiarato che da giovane studente universitario si era convinto della falsità delle teorie di Cesare Lombroso, che si chiedeva cosa c’entra la fisionomia con il comportamento e che questa teoria gli sembrava un pò razzista. Egli ha poi fatto capire che guardando, invece, certe fotografie sui giornali questa teoria gli sembra non tanto fasulla. Condivido il convincimento di Giancarlo Galan. La fisiognomica non è una scienza esatta ma che spesso i delinquenti (anche i politici delinquenti) si riconoscano dall’aspetto è un fatto. Lombroso non era razzista (era ebreo e socialista) ma solo uno studioso delle differenze antropologiche. Pur avendo commesso molti errori, anche perché condizionato dagli errati convincimenti antropologici di gran parte degli studiosi della sua epoca, egli ha anticipato molti dei risultati delle attuali ricerche neurobiologiche, era molto meno determinista di quanto si pensi (per lui i delinquenti-nati erano una categoria limitata di persone) e non è mai stato un fautore dell’eugenetica.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)
Caro Corradino Mineo,
dopo lo scandalo che ha coinvolto il consigliere regionale del Lazio Franco Fiorito Francesco Merlo, su La Repubblica, ha giustamente tirato in ballo l’antropologia per interrogarsi sulla volgarità del personaggio. Ma forse la domanda più opportuna da porsi era un’altra, e cioè come hanno fatto gli elettori di Anagni ad eleggerlo Sindaco e gli elettori laziali ad eleggerlo Consigliere Regionale? Perché quello che maggiormente sorprende nell’Italia di oggi non è lo squallore di alcuni politici ma l’incapacità degli elettori di prendere le distanze da loro. Oramai gli elettori votano qualsiasi tipo di politico: chi frequenta festini e minorenni come Berlusconi ma anche chi (per rimanere alla mia provincia di provenienza) si augura che gli avversari politici debbano morire, come il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, chi passa tranquillamente da sinistra a destra, come il Sindaco di Baronissi Giovanni Moscatiello, chi viene condannato per peculato, come l’ex Sindaco di Pagani Alberico Gambino.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)
Caro direttore, dopo i disordini dei giorni scorsi seguiti alla pubblicazione su YouTube di un trailer del film “L’innocenza dei musulmani” la Casa Bianca ha chiesto alla società proprietaria di ritirare il video. I suoi dirigenti hanno risposto con un rifiuto: l’azienda si è data un codice per cancellare i filmati diffamatori, quelli che incitano alla violenza, i video che descrivono con compiacimento atti efferati ma offendere sensibilità religiose non rientra in questi criteri. Giustamente Massimo Gaggi (Le geometrie variabili della censura. Vacilla l’utopia libertaria di Internet; Corriere della Sera, 16/9/2012) si è chiesto: «E’ proprio il caso di affidare a un pugno di ragazzi geniali, soprattutto ingegneri e matematici imbevuti della cultura libertaria californiana, la misurazione di quel «clear and present danger», un pericolo imminente e immediato, che può giustificare l’introduzione di un limite alla libertà d’espressione?». Secondo me a decidere su argomenti così delicati non possono essere una o più aziende ma un organismo giuridico internazionale come la Corte Penale Internazionale, che ha sede a L’Aja, e che giudica i crimini internazionali sui quali non vogliono o possono intervenire i singoli Stati.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)
Caro direttore, in questi giorni folle di estremisti islamici stanno assaltando le ambasciate americane e di altri Paesi occidentali. La causa scatenante di questi assalti, come tutti sanno, è stata l’uscita del film “L’innocenza dei musulmani” e la successiva possibilità di vedere su You Tube un trailer dello stesso film. Su questi avvenimenti è in corso sui giornali un interessante dibattito. Michele Serra, esprimendo l’opinione di molti, si è chiesto cosa c’entri un film cretino con il governo americano. La mia opinione è che, purtroppo, il film c’entra sia con il governo americano che con tutto il mondo occidentale. Sono d’accordo con Barbara Spinelli che ha scritto che in teoria la libertà di opinione non ammette limiti ma tale libertà è diventata una forza sovranamente indifferente a quello che viene detto, ignara del rapporto tra parola e azione, negatrice della propria responsabilità e che gli autori del video non hanno sentito questo dovere pensante, sono stati solo sicuri della propria libertà e delle leggi che la tutelano.
Il problema è proprio questo. Il trailer del film è uscito su You Tube a luglio di quest’anno ma nessuno ha pensato di toglierlo da Internet né il governo statunitense ha sentito il dovere di mettere sotto inchiesta, per vilipendio della religione musulmana, i finanziatori e gli autori del film. L’eurodeputata Rachida Dati ha giustamente detto che si dovrebbe fare di più per impedire la diffusione di robacce come il suddetto film e si è giustamente chiesta perché le immagini di un serial killer canadese sono state tolte da Internet e perché i video nazisti non possono essere diffusi su You Tube mentre “L’innocenza dei musulmani” può essere tranquillamente visto. Secondo me ha ragione anche il Presidente egiziano Mohammed Morsi quando chiede all’amministrazione statunitense misure legali dissuasive contro chi vuole danneggiare le relazioni internazionali. Egli ha giustamente citato il reverendo Terry Jones, che si è impegnato nella promozione del suddetto film e che più volte ha bruciato copie del Corano; l’ultima volta che l’ha fatto, il 30 aprile scorso, è stato solo multato di 271 dollari per aver bruciato dei libri senza autorizzazione.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)
Caro direttore, alcuni giorni fa i giornali hanno dato conto di un libro, scritto dalla giornalista Hanna Rosin, appena apparso negli Stati Uniti: The End of Men: and the Rise of Women. Il libro, come si deduce dal titolo, analizza la crisi dell’uomo e la contemporanea affermazione delle donne nella nostra epoca. Angelo Aquaro (Donna è meglio; La Repubblica, 12/9/2012) ha scritto, tra l’altro, che “Per troppo tempo abbiamo creduto che le differenze tra i sessi avessero origini antropologiche. La diversificazione dei ruoli risale all’ascesa dell’uomo cacciatore: lui fuori a procurare il cibo e lei in grotta a cucinarlo e a badare ai figli. In passato, scrive ora Rosin, gli uomini hanno tratto il loro vantaggio dalla stazza e dalla forza: ma l’economia post-industriale è indifferente allo sfoggio di muscoli”.
L’affermazione di Hanna Rosin è di grande importanza. Essa segnala che attualmente siamo in presenza di un fenomeno epocale: per la prima volta nella storia il possesso dei muscoli non garantisce il predominio tra i sessi. Per millenni i diversi modi di produzione (prima la caccia, poi l’agricoltura poi l’industria) hanno evidenziato la supremazia fisica e culturale del maschio sulla donna. Quest’epoca invece, con l’affermazione dell’economia post-industriale, sta consentendo per la prima volta alle donne di predominare sugli uomini.
La dipendenza delle caratteristiche antropologiche di uomini e donne dai modi di produzione prevalenti sembrerebbe dare ragione a Karl Marx e contraddire gli studiosi che teorizzano la prevalenza della cultura sull’economia, la dipendenza cioè dello sviluppo economico di un territorio dal capitale sociale esistente (Max Weber in primo luogo, ma anche Robert Putnam e David S. Landes). Ma forse bisogna distinguere dai fenomeni di lungo periodo, che durano per millenni, come i modi di produzione, dai fenomeni di breve o medio periodo (che durano secoli) come l’arricchimento o l’impoverimento di una nazione o di una regione.
Caro direttore,
il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris si sta facendo promotore in questi giorni di una Lista Arancione dei Sindaci di sinistra che vada oltre i partiti. Egli, facendosi forte dei risultati raggiunti con il suo lavoro (ha risolto, almeno per ora, il problema dei rifiuti ed è diventato il Sindaco più popolare d’Italia) aspira legittimamente ad avere un ruolo di leader nazionale della sinistra. Ma le dimissioni degli assessori Narducci e Realfonso e le polemiche seguite a tali dimissioni fanno sorgere dei dubbi forti sulle sue qualità politiche. Egli è stato accusato sostanzialmente di essere un populista (di sfruttare, cioè, politicamente il calcio e la religione e di essere attento solo ai grandi eventi), di non voler combattere i poteri forti (di voler evitare, cioè, provvedimenti scomodi contro interessi consolidati) e di essere insofferente alle critiche (di prendersela con chiunque mette in discussione le sue scelte). La mia opinione è che fino a quando De Magistris non risponderà convincentemente a queste accuse (finora non l’ha fatto) non potrà essere un vero leader nazionale della sinistra.
Cordiali saluti
Franco Pelella - Pagani (SA)
Caro direttore,
qualche giorno fa il professor Piergiorgio Odifreddi ha pubblicato un articolo sul rapporto tra gli scienziati e la pazzia (I pazzi scienziati; La Repubblica, 19/7/2012). Secondo lui uno degli stereotipi più diffusi sugli scienziati è che siano un po’ fuori di testa perchè si accetta come assodato che la scienza e la pazzia siano legate a filo doppio. Per il professor Odifreddi questo è un effetto perverso del romanticismo che ha propagandato efficacemente una visione distorta del ricercatore e della ricerca; per lui questo stereotipo si basa su un doppio fraintendimento. Si scambia per un sintomo clinico la distrazione dello scienziato nei confronti della banalità quotidiana, che è soltanto la conseguenza della sua totale concentrazione su difficili problemi; poi si scambia per un disadattamento sociale il non conformismo dello scienziato nei confronti dei riti condivisi, che a sua volta è soltanto il prolungamento alle sere e ai weekend dell’abitudine lavorativa all’uso della logica. In sintesi, lo scienziato viene percepito come un matto semplicemente perché non lavora sodo in orario d’ufficio, e non usa la ragione solo a ore o a giorni alterni. Ciò detto per il professor Odifreddi è ovvio che anche tra gli scienziati si possono trovare soggetti da internare e qualcuno a volte in manicomio è finito per davvero; di esempi se ne trovano addirittura nell’albo d’oro dei Premi Nobel, benchè in numero così esiguo da poterli contare sulle dita delle mani; a dimostrazione del fatto che, almeno nella grande scienza, la pazzia è più l’eccezione che la regola.
La mia opinione è che nel suo articolo il professor Odifreddi ha banalizzato troppo una questione complessa come quella del rapporto tra gli scienziati e la pazzia o, come sarebbe meglio dire, del rapporto tra gli scienziati e la nevrosi. Lo stereotipo di cui parla il professor Odifreddi (che effettivamente esiste) non sarebbe esistito se il problema fosse solo che lo scienziato non lavora sodo in orario d’ufficio o non usa la ragione solo a ore o giorni alterni. Lo stereotipo esiste perché lo scienziato (come tutti i geni) di solito è affetto da nevrosi, che costituisce uno stadio intermedio tra la follia e la normalità. Ecco alcune delle nevrosi così come furono elencate già da Cesare Lombroso nella seconda metà del diciannovesimo secolo nelle varie edizioni delle sue celebri opere Genio e follia e L’uomo di genio: abulia, perdita dell’affettività, perdita del senso morale, mancanza del senso comune, mancanza del buon senso, degenerazione, doppia personalità, impulsività, cefalee, vagabondaggio, ottusità sensoria, incoscienza, ecc. ecc. Perché, come è stato ormai acclarato in centinaia di studi, una caratteristica del genio è quella di presentare uno sviluppo straordinario di certe facoltà a scapito di altre.
Cordiali saluti
Franco Pelella - Pagani (SA)
P. S. - Leggi sui blog francopelella.blogfree.net e giornaledipagani.bloog.it una mia recensione del libro di Isaia Sales “Napoli non è Berlino”.
c.a del dott.Mineo.
Con tutta la simpatia che nutro per Lei e la Sua emittente, mi permetta di esprimerLe il più vivo disappunto per l’intervista Ingroia.
Faccio l’avvocato da 50 anni e il mio naturale garantismo - che fra l’altro mi portò a suo tempo a contestare il teorema Calogero e l’intervista a Biagi - mi induce a denunciare come prevaricatorio da parte di un PM parlare in tv dei “suoi” indagati. Fino a quando i processi non si faranno col televoto, i protagonisti ne parlino solo in aula
Salve,veramente fate un ottimo servizio pubblico. Vi seguo sempre, Bravissimi! Volevo proporre se potete dare informazioni per il Referendum per tagliare gli stipendi ai parlamentari che scadrà il 31 de julio, si sa poco, la gente deve andare in Comune a firmare, importante. Grazie Mille.
Napolitano sta proteggendo l establishment del passato e l attuale. Che tristezza, sarebbe questi il migliorista di comunista memoria? Una grande tristezza per qualcuno che non e neppure riuscito a ridurre le spese del Quirinale, solo parole e condotta contraria. Vai via vecchio bacucco!……….
Caro Corradino Mineo,
il politologo Mauro Calise ha scritto un articolo (La polveriera dimenticata dai tecnici; Il Mattino, 8/7/2012) con il quale ha sottolineato due contraddizioni del Governo Monti. La prima contraddizione è quella di essere formalmente sostenuto dal Partito della Libertà il quale, però, non perde alcuna occasione per criticare le scelte di Monti comportandosi sostanzialmente come un partito di lotta e di governo. La seconda contraddizione è l’atteggiamento nei confronti del Mezzogiorno, che è completamente assente dall’ottica e dalla sensibilità di Monti. Secondo il professor Calise la spending review mette in ginocchio soprattutto il Mezzogiorno (anche se questo non deve essere un alibi per evitare una razionalizzazione delle spese e una lotta agli sprechi); in questo modo si rischia di mettere in moto in tutto il Sud processi difficilmente controllabili di protesta sociale e radicale. Secondo lui non è chiaro perché il Partito Democratico non si impegni con più convinzione in difesa di un Mezzogiorno che sta rischiando l’agonia. Per il professor Calise, in conclusione, è opportuno riflettere su quanto ha scritto recentemente in un suo libro (Napoli non è Berlino; Dalai Editore, 2012) l’ex sottosegretario Isaia Sales e cioè che la Germania di oggi è figlia della scelta coraggiosa di investire nella riunificazione con l’Est 1500 miliardi di Euro in dieci anni: cinque volte l’importo che l’Italia ha speso negli ultimi sessant’anni per (non) colmare il ritardo col Sud.
Le riflessioni del professor Calise sono solo parzialmente condivisibili. E’ giusto, secondo me, sottolineare l’ assenza del Mezzogiorno dall’agenda del governo Monti e del Partito Democratico e i conseguenti rischi di una rivolta sociale. Meno giusto è rivendicare sic et simpliciter un aumento della spesa statale nel Mezzogiorno senza specificare quale tipo di spesa vada aumentata, quale razionalizzazione delle spese vada fatta e quali sprechi vadano combattuti. Il rischio, altrimenti, è che lui e Sales vengano annoverati tra i tanti meridionali piagnoni che nel corso degli anni hanno saputo solo rivendicare un aumento della spesa statale per il Sud senza accorgersi degli enormi sprechi che si sono verificati. Il problema di fondo è che Napoli effettivamente non è Berlino nel senso che la società meridionale non è uguale alla società tedesca; per questo motivo un aumento indifferenziato della spesa può avere effetti molto diversi nelle due realtà.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)
L’Europa potrebbe essere un gigante, invece sta diventando sempre più piccola e impotente. Questo è il momento di discutere di sviluppo, di sinergie, di integrazione delle migliori aziende in Europa. I livelli di spesa pubblica di molti paesi, continuano ad eccedere di molto i livelli delle entrate. Senza riforme strutturali del servizio pubblico, del mercato del lavoro, della fiscalità (soprattutto dell’evasione fiscale), l’Europa non riuscirà a ripartire. Gli avvoltoi volano sopra di noi.
È il momento di risolvere le cause dell’attuale crisi sociale, economica e politica, della perdita della sovranità di alcuni paesi europei. Non si può continuare a discutere dello spread e delle varie manovre, che risolvono i sintomi e non i motivi dell’attuale crisi.
I problemi strutturali, stanno facendo diventare i paesi europei terreno fertile per la caccia delle multinazionali, che obbligheranno le nazioni ad avere una forza lavoro a basso costo.
In Europa, manca una visione chiara.
scusate ma quando i governi prodi e berlusconi nn hanno fatto i loro doveri di governanz ,il sindacato nn si e mosso ora vuole fare sciopero generale !a me mi pare un paese strano e penso tanti lavoratori non seguiranno questi buffoni!!!
qualcuno vuole dire a Marchionne che in Italia c’è un manager di troppo?
grazie
Sig Direttore
Oggi 3 luglio e’il 24 anniversario dell’abbattimento dell’Airbus 300 iraniano(volo 655)in volo nello spazio aereo iraniano da parte della nave americana Vincennes,comandata dall’eroico comandante will rogers III
morirono 290 persone tra cui 66 bambini.
Per questo crimine gli Usa si sono rifiutati di chiedere scusa al governo Iraniano.
alfredo denzio
Caro Corradino Mineo,
nei giorni scorsi è stata pubblicata la notizia che il Governo Monti sta preparando un decreto-legge che prevede una stretta sui criteri per accedere a decine di servizi sociali; l’obiettivo è quello di estromettere totalmente o parzialmente molte persone che attualmente usufruiscono di prestazioni sociali. Lo strumento attraverso il quale si vuole raggiungere questo obiettivo è quello della modifica del calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). Si intende cioè far pesare di più le case e le rendite finanziarie ma anche aggiungere al reddito lordo IRPEF il valore dell’indennità di accompagnamento per gli invalidi, i redditi guadagnati attraverso i vaucher (lavori occasionali o accessori) e il valore della social card (carta acquisti per pensionati e famiglie povere). Questo decreto-legge sembra, però, in contraddizione con quanto il Governo stesso ha detto di volere fare per combattere la povertà (che è stata calcolata in più di 11 milioni di persone, concentrata soprattutto al Sud); a maggio, infatti, è stato presentato un piano di interventi di un miliardo di Euro. Nel consiglio dei Ministri del 7 giugno scorso è stato, poi, approvato il cosiddetto Piano nazionale per la famiglia per il quale sono stati stanziati ottocento milioni di Euro (cento milioni provenienti dal Dipartimento per la famiglia e 700 milioni per le regioni meridionali derivanti dallo sblocco di fondi europei inutilizzati). Esso prevede in particolare la creazione di nuovi asili nido e un sostegno all’assistenza domiciliare per gli anziani. La sensazione è che, in questo caso, la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra perché da un lato il Governo vuole rendere più difficile l’accesso dei poveri alle prestazioni sociali e dall’altro dice di voler combattere la povertà.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)
P. S. – Leggi su mio blog francopelella.blogfree.net “Vincenzo De Luca non è degno di essere Sindaco di Salerno”, “Caso Breivik: pazzia e irresponsabilità coincidono” e “Le teorie di Lombroso erano molto meno deterministiche di quanto normalmente non si pensi”.
caro dr. Mineo,apprezzo molto il suo tgnews e apprezzo anche la sua correttezza professionale, l’organizzazione del tg e degli ospiti oltre alla sua onestà intellettuale. il mio intervento è in merito a due questioni.quella sulla cosiddetta ‘trattativa’ stato-mafia sulla qual sarebbe bene che anche voi verificaste:è vero o no,e questo non l’avete trattato durante l’intervista a Ingroia, che i consiglieri di Napolitano sono intervenuti sugli inquirenti a nome del PdR dietro sollecito di Mancino?
bella la giacca blù(forse di lino)rever alti e stretti,spalle morbide….ma quelle toppe quasi bianche!
Forza Italia! le palle ce le abbiamo e facciamo bene ad usarle! In tutti i sensi!Mario grande( Monti) si è imposto, si è alleato, insomma ha fatto politica e sta riuscendo ad ottenere buoni risultati. Mario piccolo(Balotelli), nel suo piccolo ha fatto lo stesso.
Anna
Caro Corradino, ti lascio una mia riflessione. Sono convinta che il Ministro Fornero sa che per la nostra Costituzione il lavoro è un diritto e credo che abbia usato termini impropri per esprimere il suo pensiero. Mi chiedo come può un docente universitario non avere consapevolezza della propria espressione verbale; in un momento tanto drammatico per il paese, verifico che anche l’Accademica non è all’altezza.
Buon lavoro Assunta